Visualizzazione post con etichetta eco-logia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eco-logia. Mostra tutti i post

mercoledì 22 aprile 2009

Dell'ostinazione alla Vita

Earth Day 2009

Centra
Per la nostra pulsante, grandiosa, meravigliosa
Terra.
Sempre - e nonostante tutto - viva.

martedì 17 marzo 2009

Fa' la cosa giusta - Edizione 2009

Anche quest'anno Fa' la cosa giusta è stata una festa di colori, suoni e idee, realizzata da (e per!) tutti coloro che ancora credono nel "migliore dei mondi possibili".
E' stato bello condividere l'esperienza con gli amici di sempre...




... ed è stato addirittura "magico" avvertire epidermicamente la solidarietà e la com-prensione tra pubblico e produttori, fra persone che hanno già intrapreso un cammino impegnativo e lodevole e coloro che (come noi, col nostro piccolo G.A.S.!) stanno muovendo ancora i primi passi...

In particolare sono stata f e l i c e di conoscere le ragazze di Telemaia, bellissime e solari come gli abiti che confezionano. Abbiamo chiacchierato a lungo sulla filosofia che sta alla base del loro lavoro di tintura del cotone - vero e proprio simbolo della rinascita femminile. Meraviglioso! E questa volta finalmente ce l'ho fatta, a tornare a casa col mio abito "Sia Soa"!

Senza contare, poi, la soddisfazione provata come gruppo d'acquisto: abbiamo contattato autonomamente i primi produttori biologici e alcuni di loro sono stati veramente squisiti, arrivando a fornirci già i listini.

Insomma, una vera e propria boccata d'aria buona, ossigeno per i miei polmoni - prima di ricominciare a lottare, nella vita di tutti i giorni, contro gli sprechi, l'egoismo, la faciloneria, l'ignoranza e quant'altro di gretto appartiene alla razza umana...

mercoledì 18 luglio 2007

Ripiantiamo gli alberi!

Un miliardo di alberi per riforestare il pianeta: è stata così intitolata la nuova campagna lanciata dall'UNEP (l'organismo delle Nazioni Unite che si occupa della salvaguardia del pianeta), che si pone l'obiettivo di "ri-forestare" la Terra, piantando ben un miliardo di nuovi alberi. Qui potete trovare tutte le informazioni.
I Paesi del Nord Europa, come la Norvegia, la Svezia e la Danimarca, si sono già mossi in questa direzione e i primi risultati iniziano a essere tangibili.
Se davvero si riuscisse a piantare tutti gli alberi previsti dal programma, potrebbero essere assorbiti 250 milioni di tonnellate di anidride carbonica che, come si sa, è la maggiore responsabile dell'innalzamento delle temperature.
L'immagine qui sotto mostra la progressiva (e drastica riduzione) della superficie forestale nel corso degli anni. La situazione attuale, come si può vedere, è piuttosto allarmante: ne sono una prova, oltre al già citato aumento della temperatura, anche le frequenti alluvioni e inondazioni (non bisogna dimenticare, infatti, che gli alberi, con le loro radici, tengono compatto il terreno, ostacolando naturalmente frane e colate di fango).






Immagini tratte da L'Albero Sacro

*

Quando togliamo qualcosa alla Terra, dobbiamo anche restituirle qualcosa. Sarebbe cosa giusta e ragionevole offrire alla terra semi e germogli, sostituendo così quelli che abbiamo distrutto.
Dobbiamo imparare una cosa: non possiamo sempre prendere, senza dare di persona.
E dobbiamo dare a nostra madre, la Terra, sempre, tanto quanto le abbiamo tolto.

Jimmie C. Begay, indiano Navajo

*

Che cosa possiamo fare noi, in concreto?

Di associazioni disposte a "piantare per voi" gli alberi e a mantenerli (dietro giusto compenso, s'intende) su Internet ne troverete a bizzeffe. Perciò non mi metterò qui a compilare una lista di link e vi rimando a Google, confidando nella vostra lungimiranza.
Io (che in certe circostanze non m'accontento mai di dar fiato al portafogli, ma preferisco sporcarmi le mani... di terra, in questo caso!) accordo la mia preferenza al metodo fai-da-te. Cito da L'Albero Sacro:

Come suggerisce Wangari Maathai, prima donna africana Premio Nobel per la Pace nel 2004, chiunque può scavare una buca, metterci dentro un albero e poi innaffiarlo affinché non muoia. Nel mondo siamo sei miliardi di persone e se anche solo una ogni sei piantasse un albero l'obiettivo sarebbe raggiunto. Piantate dunque alberi per celebrare le vostre ricorrenze invece di regalare come spesso accade cose inutili, piantate alberi per le nascite, i compleanni, gli anniversari, i matrimoni o anche per ricordare i defunti a voi cari.

Fra l'altro, come ci tramanda Svetonio nella Vita di Virgilio l'usanza di piantare un albero in occasione della nascita di un bambino (oggi rimasta viva in ambito anglosassone) era presente anche in Italia: pare infatti che la madre del poeta abbia piantato per il figlio un piccolo pioppo che diventò, successivamente, una mèta fissa per le donne in procinto di partorire. Lì "si facevano e si scioglievano voti", per assicurare che la nascita dei bambini avvenisse sotto buoni auspici. E dunque: perché non ripristinare le vecchie usanze, quando queste possono far bene al pianeta, oltre che al nostro spirito?

sabato 14 luglio 2007

Le otto "R"

Il fatto che un sito come Il Cerchio della Luna abbia inserito un articolo ispirato al brano di Serge Latouche sull'importanza delle 8 "R" (rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare e riciclare) e riguardante la necessità di un ritorno alla conoscenza e al rispetto della Natura mi riempie di orgoglio, perché significa che, nel mio pur confusionario post sull'argomento (questo qui, dove parlavo senza alcun ordine di coerenza e responsabilità), non mi ero poi allontanata molto dalla verità.
Questo per dire che ci sono momenti in cui mi sento meno "marziana" del solito e ciò mi rende molto felice.

Al di là delle mie considerazioni personali (che, come sempre, lasciano il tempo che trovano), c'è da aggiungere che il breve saggio di Latouche è capace, con poche, semplici parole, di sollevare il pesante velo che negli ultimi decenni è calato impietoso davanti ai nostri occhi. Imperdibile e illuminante:

La “società della decrescita” presuppone, come primo passo, la drastica diminuzione degli effetti negativi della crescita e, come secondo passo, l’attivazione dei circoli virtuosi legati alla decrescita: ridurre il saccheggio della biosfera non può che condurci ad un miglior modo di vivere. Questo processo comporta otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte insieme possono portare, nel tempo, ad una decrescita serena, conviviale e pacifica.

Rivalutare. Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono esser cambiati. L’altruismo dovrà prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioè suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.

Ricontestualizzare. Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa è vissuta, così da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico. L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.

Ristrutturare. Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, così da orientarli verso una società di decrescita. Quanto più questa ristrutturazione sarà radicale, tanto più il carattere sistemico dei valori dominanti verrà sradicato.

Rilocalizzare. Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).

Ridistribuire. Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di più”.

Ridurre. Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari ad un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1 kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanità resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.

Riutilizzare. Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziché gettarli in una discarica, superando così l’ossessione, funzionale alla società dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.

Riciclare. Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attività.

Per eventuali approfondimenti, vi rimando al sito Decrescita.it.