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sabato 30 gennaio 2010

Della piena di gennaio



Non il ramo spezzato, non l'erba scomposta lungo il sentiero
ci dicevano il suo passaggio, ma il tocco di solitudine
che ogni cosa in sé custodiva ed a noi rendeva, liberando
dopo il messaggio consueto l'altra, l'ignota parola.
Come trasalivamo ascoltandola, come si orientava sicuro
il nostro cuore sull'invisibile traccia!
Così noi sempre ti seguimmo, Dominatore e Amato,
né ci sorprende la bianca luce in cui svelato al nostro fianco cammini
(ora che l'ombra carnale è tramontata sul meridiano della morte)
perché da lungo tempo te solo conoscevamo, a te solo
obbedivamo, tua destinata preda,
trascinando sulle vie della terra la tua celeste catena straniera.

(Margherita Guidacci, da La sabbia e l'angelo)

(All'angelo, per questa luna potente, che mi parla da giorni... E' il MESSAGGIO ciò a cui tutto ruota intorno. Bisogna com-prendere e svelare.)

domenica 17 gennaio 2010

Della sera del 15 gennaio

Per onorare l'Eclissi e la Nera coincidenti, venerdì sera ho acceso candele in tutta casa e bruciato essenza di rosa (fiore che amo e che sboccia nella stagione a me prediletta).
Una delle candele l'ho accesa ai piedi della mia dendrobium fiorita - a dispetto dei rigori invernali.

Lieto inizio!

(Altre folgoranti coincidenze: nel calendario romano il 15 gennaio corrispondeva al secondo giorno di festeggiamenti della Carmentalia: vi si venerava la ninfa Carmenta, dea delle fonti e della veggenza, particolarmente cara alle donne fertili e incinte. Nel suo tempio era possibile introdurre solo offerte vegetali: perfino il cuoio dei calzari era vietato, perché proveniente da animali uccisi. Il che avrebbe rappresentato un nefasto presagio per i nascituri che le devote di Carmenta portavano in grembo. Carmenta è una bellissima e misconosciuta divinità minore della fecondità e del risveglio... Il fatto, poi, che queste sue facoltà siano associate al "canto magico" della veggenza me la rende ancora più cara...)

venerdì 15 gennaio 2010

Della Nera e dell'Eclissi

[...] Migliaia di pesci passeggiano per aria, migliaia di stelle nel tuo sangue. Galline gialle vanno su e giù per le scale di Cnosso. Il bel funambolo cambia la sua liscia asta d'equilibrio con un giglio. Ogni cosa attende di prendere e donarsi. [...]

(G. Ritsos, da Il funambolo e la luna)


Radunati al Bosco della Cittadella per l'eclisse del 3/4 marzo 2008.

Difficile esprimere a parole la gioia assoluta e un po' frenetica per questa giornata e per la notte che sta per arrivare.
Oggi, infatti, non solo arriverà la Nuova (dal buio, ancora la Vita che riprende: la danza di Eurinome che ricomincia - eterna sarabanda!), ma è anche il giorno della più lunga Eclissi del millennio, che concluderà il 141° ciclo di Saros.
Fra i punti di osservazione migliori per questa eclisse anulare ci sarà anche l'India, dove l'avvenimento coincide con la rituale festa indù del Magh Mela.
Secondo questo rito, la cui origine si perde nei tempi più antichi, le immersioni nei fiumi Gange, Yamuna e Saraswati consentono ai fedeli di purificarsi e di spezzare il ciclo di morte e rinascita.
L'Inizio per eccellenza, dunque. In concomitanza con la Nuova e con l'Eclissi.
Come sempre, inseguo il filo rosso nell'intreccio più fitto, alla ricerca di simboli e segnali.
E questo, in particolare, è troppo fulgido per essere ignorato.
Stiamo risalendo la china, la Madre Lunare ci indica la strada...


Una bella Madonna "lunare" fotografata da Gabriele in Israele.